Il cerchio di cura
Il sostegno non riguarda una persona sola
Attorno a chi muore c’è sempre un cerchio. Coniugi, figli, fratelli, amici, vicini, badanti. Ognuno con la propria storia, i propri sensi di colpa e la propria idea di che cosa sarebbe giusto fare.
Chi assiste affronta un carico fisico ed emotivo continuo, spesso accompagnato dalla sensazione di non essere all’altezza e dalla fatica del lutto che comincia prima della perdita. È una condizione che logora in silenzio e che raramente qualcuno riconosce.
Affiancare il cerchio di cura significa dare informazioni chiare su quello che sta accadendo, favorire una comunicazione più sincera fra le persone coinvolte e offrire un luogo in cui la stanchezza e la rabbia possano esistere senza essere giudicate.
Significa anche occuparsi del corpo di chi veglia, che è la parte che nessuno guarda mai. Un sistema nervoso rimasto in allerta per mesi non torna a posto da solo quando tutto finisce, e questo è il terreno specifico del mio lavoro somatico.